Commercio a Km0 e digitalizzazione sui Social Network

A due mesi dall’inizio del lockdown, quali strumenti innovativi per la digitalizzazione del commercio sui social network?

La pandemia da Covid-19 ha cambiato profondamente le abitudini quotidiane degli italiani negli ultimi due mesi, andando ad incidere profondamente anche sulle consuetudini legate agli acquisti. La chiusura forzata di alcune tipologie di attività al pubblico (soprattutto nel settore della ristorazione), la limitazione degli ingressi negli esercizi aperti nonché la limitazione dei movimenti fuori dai centri abitati hanno decisamente stravolto le economie locali, portando ad una velocissima digitalizzazione degli acquisti.

Quali conseguenze hanno avuto queste tendenze? In primo luogo è cresciuto il mercato dell’e-commerce (oltre 2 milioni di consumatori in più secondo dati Netcomm forum) e del food delivery, secondo dati FIPE tra marzo e aprile il 90% delle attività ristorative aperte si è dotato di servizi di food delivery soprattutto in proprio (l’80%) principalmente con lo scopo di mantenere il rapporto con la clientela durante la quarantena; in secondo luogo, proprio a causa della limitazione della mobilità extra-urbana, sono tornate alla ribalta le piccole attività di prossimità, in alcuni casi a scapito della grande distribuzione i cui centri di acquisto spesso si trovano fuori dai centri urbani.

Di fronte a queste grandi fluttuazioni delle abitudini di acquisto non sono rimasti fermi i social network che, soprattutto nella fase di picco della quarantena, si sono contraddistinti come il mezzo principale per dotarsi di strumenti digitali “leggeri” di vendita a distanza (ci riferiamo soprattutto all’utilizzo sia degli strumenti di sponsorizzazione su Facebook e Instagram ma anche all’utilizzo di Whatsapp business per effettuare gli ordini a domicilio).

Dopo una prima fase in cui queste novità si sono presentate in modo veloce e disordinato i due social network più importanti sul web, facebook e instagram, si stanno dotando di una serie di strumenti e iniziative molto più organizzate per aiutare soprattutto piccoli commercianti e PMI, eccole in dettaglio:

  • La funzione “sostieni le imprese locali” attraverso l’utilizzo di buoni regalo da acquistare direttamente sulle piattaforme social e da riscattare una volta riaperto il negozio fisico;
  • La funzione “ordina cibo” da aggiungere direttamente sulle stories instagram permetterà di ordinare direttamente dalla storia sfruttando i servizi Deliveroo e UberEats;
  • Tasto “compro a km0” e hashtag #comproakm0 sono due strumenti che, così come accaduto per il tasto “iorestoacasa” utilizzato per le stories instagram durante il lockdown, hanno lo scopo di creare community e sono finalizzati a dimostrare il sostegno degli utenti e dei consumatori alle aziende di prossimità a cui si rivolgono;
  • Sempre alle piccole attività commerciali locali si rivolge la campagna “il negozio vicino” promossa da confcommercio, che punta a dotare di strumenti digitali di vendita (tra cui anche formazione online per gli imprenditori) proprio i piccoli negozi di prossimità, esterni alle grandi catene di distribuzione.

Le possibilità messe in campo sui social network per rispondere a un mondo profondamente mutato dopo la pandemia da Covid-19 sono tante e concrete e ci raccontano un processo di digitalizzazione che ha subito una accelerazione improvvisa: si sono scatenati, in soli due mesi, processi che avrebbero forse avuto bisogno di anni per evolversi a pieno.

Proprio questa velocità è il segno della concretezza con cui emerge la necessità di digitalizzare le proprie attività in tutti i settori economici (dal turismo al commercio passando per i servizi), una necessità che non può più essere sottovalutata o rimandata a partire soprattutto dalle prossime settimane e dai prossimi mesi.

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